Bio

Mi risulta sempre difficile scrivere una presentazione dei miei lavori, probabilmente perché la mia produzione non rispecchia sempre un preciso percorso stilistico ,e la mia continua voglia di sperimentare ed imparare cose nuove mi impone,a volte, di reinventarmi e ripartire da zero.
Sicuramente ho iniziato a “creare” spinto dai piaceri che sin da piccolo mi hanno sempre dato l’odore della vernice, il profumo del legno lavorato, il rumore di un martello che batte o il suono di un avvitatore. La passione legata all’idea di costruire cose nuove partendo dal nulla, ha fatto poi il resto.
Oggi, guardando a tutta la mia produzione artistica, mi viene quasi da dire che le mie opere sono una vera e propria macedonia di tutte le più importanti correnti artistiche nate nel secolo scorso. Mi diverto spesso a tentare di mischiare insieme Pop Art con Spazialismo, Informale con Surreale…
Cercando un punto comune a tutto il mio lavoro, credo che esso sia rappresentato in linea di massima da una sorta di rappresentazione inconscia di un mio atteggiamento nei confronti della realtà che mi circonda .Un atteggiamento che direi quasi patologicamente indagatorio, se non addirittura voyeuristico. Le mie opere, quindi, prendono significato nel loro processo costruttivo, all’interno del quale manifesto il mio “io psicologico”. Come nella mia vita, così nelle mie opere, l’importanza dei dettagli supera di gran lunga il risultato finale, qualunque esso sia.
Ogni mio lavoro parte dal concetto di “assemblaggio”, tramite il quale mi muovo su diverse strade parallele all’interno delle quali sviluppo differenti percorsi poetici richiamanti la realtà, la luce, lo spazio. Ogni strada ha sempre un suo termine, nel senso che una volta ritenuto di aver raggiunto una certa maturazione evoluzionistico-compositiva, possa intraprendere strade nuove e più ambiziose. La mia produzione risulta quindi essere una continua ricerca sperimentale dentro la quale mi muovo tra la costruzione dello spazio, della luce e della linea.

Lele De Bonis